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WING CHUN
WING CHUN
Il Wing Chun è uno stile di Kung Fu Tradizionale.
Semplice, veloce ed efficace, basato sulla naturale intelligenza del corpo e sulla biomeccanica di movimento. Aiuta a sviluppare sicurezza, autostima, volontà, forma fisica, determinazione e capacità combattiva. Il Wing Chun, accompagna il praticante a “rivedere” la propria capacità di autoanalisi, di percezione, di ascolto ed accettazione, promuovendo un impulso di miglioramento. Il Wing Chun è uno dei Sistemi di Combattimento più efficaci esistenti al mondo. Grazie alla sua semplicità di esecuzione, efficacia, velocità ed intelligenza è inserito nel programma di apprendimento di diversi Corpi Speciali e Paramilitari, quali: FBI, RAID, NOCS, GSG9, SEK ed altri. Il Wing Chun a differenza di altri Stili e metodi di combattimento, non si basa su tecniche preconcette o codificate, bensì sullo sviluppo della sensibilità tattile e delle capacità di ascolto del praticante. Privo di acrobazie particolari tipiche di altri stili, basandosi sulla naturale intelligenza e struttura del corpo il Wing Chun è adatto a persone di qualsiasi sesso ed età; la peculiarità del Sistema è infatti quella di costruire una Struttura (intesa come perfetto allineamento muscolo-scheletrico) in grado si aiutare il praticante a sostenere qualsiasi impatto, inoltre la comprensione dei giusti angoli di attacco e parata, la capacità di assorbimento e la fluidità tipica del Wing chun fanno di questo metodo un Arte marziale unica nel suo genere.
Istruttore Francesco Mariani della scuola SAN BAO del Maestro Simone Sebastiani con sede centrale a Terni.
Per informazioni sulla SAN BAO e sul Maestro SiFu Simone Sebastiani potete recarvi sul sito www.sanbao.it.
Il Chi Sao
Il Wing Chun basa il proprio programma di apprendimento su un esercizio unico nel suo genere, che costituisce il Cuore pulsante del Sistema: il Chi Sao.
Chi Sao può essere tradotto come “Mani Appiccicose” in quanto insegna a gestire le proprie braccia e quelle di un ipotetico avversario quando queste entrano in contatto; ecco perchè, oltre che essere un ottimo sistema di Autodifesa e Combattimento, il Wing Chun è un Arte Marziale privilegiata che permette di entrare in contatto con quelle forze, stimoli ed energie elaborate dal Sistema Nervoso Centrale e di cui spesso ci è preclusa la comunicazione diretta. Il Wing Chun, attraverso il Chi Sao, costringe il praticante a “rivedere” la propria capacità di autoanalisi, di percezione, di ascolto ed accettazione, promuovendo un impulso di miglioramento.
The Origin
Le origini del Wing Chun si intrecciano inevitabilmente con quelle di Shaolin, famoso Tempio Buddista Cinese. Durante la Dinastia Cinese detta del “Nord e Sud” (420-589 d.C.) ci fu un grande risveglio di fervore religioso; il Buddismo si diffuse in modo straordinario in tutta la Cina e ovunque furono costruiti Templi e Monasteri. Uno di questi fu proprio Shaolin Szu: il Monastero della Giovane Foresta, eretto verso la fine del V° d.C. sulle pendici del Monte Sung, nella Provincia di Honan.
Verso il 520 d.C. arrivò al Tempio di Shaolin, dopo aver attraversato le montagne del Tibet, il monaco indiano Bodhidarma, conosciuto col nome cinese di Ta Mo, ventottesimo Patriarca del Buddismo e fondatore della Scuola Buddista “Ch’an” (Conosciuta in Giappone come Zen). Ta Mo infatti, figlio di un famoso Re Indiano imparò le arti da combattimento ed abbracciò, sin da giovane, la fede Buddista. Giunto in Cina cominciò a divulgare il Buddismo Mahayana (ovvero del “Grande Veicolo”) e gettò le basi delle attuali Arti Marziali, insegnando una serie di esercizi fisici e respiratori destinati a dar vigore ai monaci, provati dalle lunghe ore di meditazioni ed a facilitarne il conseguimento dell’unità di spirito e corpo. Tali esercizi denominati: Shi-Pa Lo Han Shou (Le 18 mani dei discepoli di Buddha) erano delle vere e proprie tecniche di combattimento a mani nude e furono considerate il nucleo originale delle tecniche di Shaolin.
Con l’avvento dell’ultima Dinastia dell’Impero Cinese, la Dinastia Manciu dei “Ch’ing” (1644-1911 d.C.) il Tempio cominciò a perdere il suo potere religioso e politico. Da tempo considerato luogo di rifugio per i ribelli, patrioti della Dinastia Ming che volevano il rovesciamento del regime Ch’ing, nell’anno 1640 d.C. il Tempio venne attaccato per opera dell’Imperatore Manciu K’ang Hsi, che avendo ormai consolidato il potere, riuiscì ad infrangere ogni resistenza e distruggere il Tempio della “Giovane Foresta”.
La leggenda vuole che dalla distruzione del Tempio di Shaolin si salvassero solo 5 monaci: Bak Mei, Miao Hin, Fung To Tuck, Jee Seen, e la Badessa del Monastero, la Monaca Ng Muy (conosciuta anche con il nome Wu Mei che significa 5 Petali di Pruno). I “Cinque Anziani“, come vennero ribatezzati i 5 Monaci scampati alla distruzione del Tempio, si dispersero in tutta la Cina, elaborando e studiando i lori sistemi per poter insorgere contro la Dinastia straniera dei Ch’ing. La leggenda racconta che Ng Muy si rifuggiò in un piccolo Monastero, sulle montagne dell’Honnan, ed era solita recarsi in una locanda posta ai piedi del monte dove sorgeva il Monastero che la ospitava. Qui lavorava una magnifica fanciulla di nome Yim Wing Chun figlia del padrone della locanda Yim Yee. La bellezza della ragazza attirò l’attenzione di un malvivente locale conosciuto come Wong Fu (La Tigre) per la sua cattiveria ed abilità nell’arte del combattimento. Il malvivente minacciò Yim Yee di bruciare la locanda se non gli avesse concesso in sposa la figlia Yim Wing Chun, uccidendo entrambi.
La Monaca Ng Muy, a conoscenza della minaccia, propose alla giovane Yim Wing Chun di diventare sua allieva; quest’ultima accettò di buon grado ed apprese tutti i segreti dell’Arte elaborata dalla Monaca. Dopo circa sei mesi di duro lavoro Yim Wing Chun fu pronta: tornò al villaggio dove sfidò e sconfisse senza problemi il malfattore Wong. Fu. La storia vuole che Yim Wing Chun continuo cosi lo studio del Kung Fu con la Monaca Ng Muy e, una volta sposata, trasmise il suo sapere al marito Leung Bok To, che in onore della moglie e delle modifiche che egli stessa apportò al Sistema, chiamò il nuovo Metodo di Combattimento Wing Chun Kuen: “il Pugno di Wing Chun”.
Leung Bok To a sua volta insegnò a Leung Lan Quai che trasmise le sue conoscenze a Wong Wah Bo il quale apparteneva ad una compagnia teatrale itinerante, di cui faceva parte anche Leung Yee Tai, ottimo attore ed abile combattente, conoscitore sopratutto delle Tecniche di Bastone Shaolin. Wong Wah Bo e Leung Yee Tai divenuti buoni amici si scambiarono le tecniche e fu cosi che nel sistema Wing Chun venne introdotto l’uso del bastone lungo. Leung Yee Tai trasmise l’arte ad un dottore del Fatshan certo Dr. Leung Jan. Quest’ultimo ebbe solo 5 allievi, di cui solo uno continuo’ la trasmissione: Chan Wah Shun. Il Gran Maestro Chan ebbe 16 selezionatissimi allievi tra i quali un giovane ragazzino di nome Ip Man. Oggi Ip Man è ricordato e riconosciuto come l’ultimo Tradizionalista dello Stile Wing Chun, un Ambasciatore del Sistema che, grazie alle sue abilità didattiche e tecniche, ha favorito la divulgazione e la fama del Wing Chun in Hong Kong e tutta la Cina.
I grandi nomi del Wing Chun, quelli che lo hanno reso popolare in tutto il Mondo, si formarono ad Hong Kong intorno al 1950, tutti allievi di Ip Man; essi sono conosciuti e rispettati Maestri in ogni ambito del Kung Fu Tradizionale Cinese: Chu Shong Tin, Lok Yiu, Leung Seung, Wong Shun Leung, Chow Tze Chuen, Lo Man Kam, Yip Chun ed Yip Ching, ma anche tanti altri forse più vicini al mondo occidentale: Cheung Chuk Hing (William Cheung), Lee Siu Lung (Bruce Lee), Kan Wah Chit (Victor Kan), Leung Siu Hung (Duncan Leung), Fong Chi Wing (Augustine Fong) e molti altri.
Tra gli allievi diretti di prima generazione del Gran Maestro Ip Man, vi era il Maestro Chow Tze Chuen, tutt’ora vivente e grande divulgatore del Sistema. Chow Tze Chuen ha avuto pochissimi Allievi (di cui nessuno Occidentale come spesso invece si vuole far credere. Questo è da lui stesso attestato in una Lettera ufficlae firmata in Calce dallo stesso M° Chow), che lui stesso ha scelto con cura ed in modo Tradizionale (non si poteva accere alla Scuola del Maestro Chow se non si veniva presentati da amici o praticanti di Kung Fu; e si poteva essere accettati solo dopo aver superato un primo periodo di valutazione).
Uno degli allievi più stretti e diretti del Gran Maestro Chow Tze Chuen è il Maestro Mak Kwong Kuen, conosciuto internazionalmente come Donald Mak,; quest’ultimo, a sua volta, ha accettato il Maestro Simone Sebastiani (Fondatore della Scuola SAN BAO) come Allievo Diretto (attualmente uno dei 5 allievi diretti più avanzati al Mondo nella IWCO), inserendolo ufficialmente nella Geneaologia di Famiglia con il nome di “See Man Nong”.
Quella proposta è l’Origine dello Stile Wing Chun, cosi come trasmessa e voluta dal Gran Maestro Ip Man nel suo libro “The Origin of Wing Chun”.
I Principi
Linea Centrale
La teoria della Linea Centrale è il perno intorno al quale ruotano tutte le tecniche dello Stile Wing Chun. La Linea Centrale è quella che dobbiamo proteggere nelle nostre azioni difensive ed è il nostro bersaglio nelle azioni di attacco. Lungo la Linea Centrale si trovano i principali organi sensibili del nostro corpo: occhi, naso, gola, plesso cardiaco, genitali, ginocchia. Attaccare e difendere lungo questa Linea ci consente quindi un sicuro vantaggio. La Linea Centrale tra noi ed il nostro avversario inoltre, potrebbe essere oggi paragonata al raggio laser delle moderne armi da fuoco, che permettono di non fallire il bersaglio: attaccare lungo la linea centrale che congiunge, ipoteticamente, le nostre armi (braccia e gambe) al corpo avversario è sinonimo di riuscita, sopratutto se l’altro non è abituato a proteggere se stesso lungo questa retta d’azione.
Contemporaneità di Attacco e Difesa
Questo Principio costituisce una strategia di combattimento tipica dello Stile Wing Chun; l’idea di base è quella di “attaccare difendendosi“, ovvero attacare e parare nello stesso istante, eliminando cosi il tempo di reazione. Il miglior momento per colpire l’avversario è infatti quando lui stesso ci stà colpendo, in quell’istante infatti la sua intensione è completamente rivolta all’attacco e, se non opportunamente preparato a questo, risulterà inevitabilmente vulnerabile. “Attaccare Difendendosi” ci pone subito in una posizione di vantaggio, sia dal punto di vista temporale che di distanza.
Economia di Movimento
L’Economia di Movimento esprime l’idea principe dello Stile Wing Chun: la Semplicità ! Si dice che per giudicare un buon Wing Chun devi far caso a due sole cose: la Semplicità e l’Efficacia; se queste vengono ben espresse si tratta indubbiamente di un buon Wing Chun. “Semplice” è diverso da “Facile”, significa più che altro fare in modo che le nostre azioni risultino snelle, eleganti e, ad occhio, prive di sforzo, ma allo stesso tempo estremamente potenti ed efficaci. Quando ci si muove nel Wing Chun, sia in fase di attacco che di difesa (se fosse possibile discernere tra le due), si deve sempre badare all’Economia di Movimento: fare il minimo indispensabile per poter colpire l’avversario, evitando inutili movimenti eccessivamente appariscenti o voluminosi, come disse lo scrittore e critico letterario Francesco Saverio De Sanctis: “La Semplicità è la Forma della Vera Grendezza“.
impossible is nothing
Yoga as a disciplined method for attaining a goal. Yoga is technique of controlling the body and the mind.
everyday practice
Yoga is an analysis of perception and cognition; illustration of this principle is found in Hindu texts such as the Bhagavad Gita and Yogasutras, as well as a number of Buddhist Mahayana works.
live what you love
Yoga has been shown to improve mood and anxiety more than some other metabolically-matched exercises, such as walking.
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